Ipercolesterolemia e mantenimento del peso forma: la dieta giusta

Predisposizione al colesterolo alto: Michela, 34 anni, ha scoperto di avere un predisposizione alla ipercolesterolemia grazie al servizio DNASlim. Nonostante il peso forma, Michela non è riuscita a sconfiggere l’ipercolesterolemia e così si è affidata all’analisi genetica per avere una dieta salutare che risolvesse il suo problema: con DNASlim, Michela ha trovato l’alimentazione giusta per il suo organismo. Ecco un esempio di dieta salutare per chi ha valori alti di colesterolo, ma non ha problemi di peso.

Gli alimenti scelti oggi da Michela

Attenzione: la dieta genetica DNASlim - tarata sull’analisi dei 12 geni responsabili del metabolismo dei grassi e degli zuccheri - è un regime alimentare altamente personalizzato che tiene conto delle caratteristiche genetiche, uniche per ognuno di noi, e del nostro stato di salute. L’esempio, tuttavia, fornisce utili indicazioni e spiega nei dettagli come può strutturato un programma alimentare personalizzato alla genetica.

Colazione
Tazza di latte (200 gr) e caffè con 1 cucchiaino di zucchero e 40 gr di Cornflakes

Spuntino mattutino
Un’arancia (150 grammi) tagliata a fette e servita come insalata

Pranzo
Riso integrale (60 g) con parmigiano (3 cucchiaini) e 300 grammi di spinaci conditi con tre cucchiaini di olio

Merenda
Una tazza di thè con una mela

Cena
Coniglio a forno (120 grammi) con patate (190 gr) e 300 grammi di insalata verde condita con due cucchiaini di olio.

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I cibi consigliati per l’ipercolesterolemia (gene interessato: LPL)
Michela deve tenere sotto controllo il tasso di colesterolo. La dieta mediterranea è un ottimo modello di riferimento perché privilegia le proteine vegetali, la fibra e metodi di cottura sani. Da limitare in generale tutti i grassi saturi di derivazione animale come: uova, frattaglie, salumi, insaccati e carni grasse e da preferire alimenti come: verdure fresche di stagione, pesce (specialmente quello azzurro), carni magre come pollo (petto), tacchino, coniglio, vitello, manzo magro, cavallo, maiale magro (lonza o filetto); per condire olio extravergine di oliva preferibilmente a crudo e legumi ricchi in fibra solubile.

I consigli del nutrizionista per una dieta di mantenimento
Una volta raggiunto il peso tanto sospirato, dobbiamo mantenerlo per non vanificare i risultati tanto faticosamente guadagnati. Un peso stabile, che rientri nei limiti della norma, contribuisce a far vivere meglio e più a lungo. Le buone abitudini che abbiamo imparato durante le settimane di dieta non devono essere perse.

Il consiglio di Michela: non rinunciate a seguire la dieta, anche se siete spesso fuori di casa
La mia più grande difficoltà nel seguire la dieta? Non poter mangiare a casa nelle pause pranzo e spesso anche la sera. Ho risolto questo problema allenando l’occhio alle porzioni (mi è bastato un week-end in cucina per imparare) e segnando le quantità di alimenti e le alternative nell’agenda che ho sempre in borsa. In questo modo sia al ristorante sia nelle pause veloci al bar sono riuscita a trovare la soluzione giusta. Infine, non dimenticate mai lo spuntino! Serve a smorzare la fame e a non farvi arrivare troppo affamati al pasto successivo.

Dieta genetica: come gestire gli strappi alla regola

Strappi alla dieta: seguire un programma alimentare dimagrante non significa rinunciare al gusto e alle preferenze individuali.

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La dieta genetica DNASlim non dà indicazioni sugli alimenti da eliminare, al contrario: non esistono cibi di cui dobbiamo privarci (tranne nei casi di particolari patologie, intolleranze e allergie), ma soltanto alimenti da ridurre e inserire nella giornata alimentare in base alle caratteristiche e alle esigenze soggettive.

Di tanto in tanto, quindi, ci si può concedere qualche strappo, che sia una colazione più ricca, un pezzo di crostata alla frutta, una pizza con gli amici: a deciderlo saremo noi. L’importante è che non diventi un’abitudine.

E quando facciamo uno strappo alla dieta, il giorno dopo proseguiamo normalmente con il nostro programma alimentare; a dietà, sì, ma senza inutili rinunce e senza sacrificare il gusto!

Vuoi scoprire come? Chiedi ai nutrizionisti di g&life Science: il primo consulto è gratuito!

Ricette: Calamarata con ragù di pesce spada

Un primo piatto perfetto per la primavera! Scoprite come realizzarlo.

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La ricetta (per 4)
Togliete la pelle di un trancio da 200 grammi di pesce spada, poi tagliatelo a strisce e a cubetti piccoli. In un tegame mettete 5 cucchiai di olio extra vergine e spremete due spicchi d’aglio; fate scaldare l’olio e unite due acciughe dissalate prive di lische. Quando le acciughe si saranno sciolte, unite 250 grammi di pomodori pachino tagliati in pezzi piccoli e fateli saltare a fuoco vivo per circa 3/4 minuti (più saranno maturi, meno tempo ci vorrà). Nel frattempo unite il pesce spada e fate saltare il tutto nel tegame. Sfumate con uno po’ di vino bianco (due cucchiai circa), aggiungete sale e pepe q.b. e qualche cucchiaio di prezzemolo tritato. Unite 300 grammi di pasta calamarata e servite subito.

Perché ci piace la Calamarata con ragù di pesce spada
Facile da realizzare è un piatto tipico della tradizione mediterranea. Il consiglio? Provate anche con altri tipi di pasta come paccheri e tortiglioni!

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Carne: come mangiarla e perché preferire la bianca alla rossa

I cibi di origine animale sono considerati spesso dannosi per la salute: questo perché, oltre alle necessarie proteine, contengono molte altre sostanze come grassi saturi e ferro del gruppo eme che, in dosi eccessive, stimolano l’aumento di colesterolo, i livelli d’insulina nel sangue e l’infiammazione del tratto intestinale

La conseguenza? Aumenta il rischio di alcune patologie, tra cui i tumori; questo è vero in particolare per le carni lavorate – prosciutti, salami, insaccati – e, in generale, tutte quelle che hanno subito processi di lavorazione e conservazione. A dimostrarlo è uno studio del Progetto EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), promosso, nel 2013, dall’Unione europea e dell’International Agency for Research on Cancer (IARC) che ha confermato un’associazione positiva tra consumo di carni lavorate e morti premature per malattie cardiovascolari e per cancro, soprattutto al colon-retto e al seno. Le ragioni di una maggiore pericolosità delle carni lavorate non sono ancora chiare, ma è probabile che la differente quantità di sale e conservanti contribuisca a modulare il rischio tra carne rossa lavorata e non lavorata. Lo studio EPIC ha, però, anche dimostrato che un consumo di piccole quantità di carne rossa ha effetti benefici per la salute, fornendo importanti vitamine e nutrienti specifici.

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Qual è la dose massima consigliata per un consumo salutare? Il World Cancer Research Fund raccomanda non più di 300 grammi a settimana e suggerisce di consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura per un totale di almeno 400 grammi al giorno, mentre l’Harvard School of Medicine restringe il limite di consumo di carni rosse a porzioni non superiori a 80 grammi, al massimo due volte a settimana.

Carne: perché preferire la bianca
Altra raccomandazione dei nutrizionisti è di preferire le carni bianche (per esempio: tacchino, pollo) alla carne rossa: la prime sono ugualmente ricche di ferro – nonostante il colore bianco – ma povere di grasso e anche più facilmente digeribili grazie al tessuto connettivo sottile.

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I consigli del nutrizionista: In un’alimentazione equilibrata può esserci un piccolo spazio settimanale (una o due occasioni) anche per i tagli più saporiti (carne rossa). Molto importante è il metodo di cottura perché esistono anche effetti negativi procurati dalla cottura stessa; per esempio, la formazione di sostanze nocive a causa dell’azione del calore sugli alimenti (carbonizzazione nella cottura alla griglia e formazione di polimeri nella frittura). Ottima la cottura a vapore ma possiamo scegliere di preparare stufati e brasati che sono cotture a riscaldamento molto lento (50-60°C) e prolungato. Questo permette di trasformare positivamente le struttura di alcuni principi nutritivi: prolungando la cottura, le proteine iniziano a scomporsi in particelle più piccole che il nostro organismo digerisce più facilmente , mentre i grassi si disperdono. Altro vantaggio: mantengono il sapore della carne intatto e, quindi, non necessitano dell’aggiunta di condimenti (il consiglio è usare spezie ed erbe aromatiche).

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Fonte: Airc.it

I cibi stagionali: aprile

Con l’arrivo della primavera sulle nostre tavole comparirà una grossa quantità di frutta e verdura, utilissimi per depurare il nostro organismo e per aiutarci a tornare in forma con la dieta personalizzata.

Frutta di aprile
È il mese in cui spuntano le prime fragole: pur essendo un frutto zuccherino, è ricca di vitamina C e di flavonoidi dalle proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Per tutto il mese possiamo trovare arance, pere, mele, banane pompelmi e limoni: fate il pieno di vitamina C! L’idea: è il mese ideale per preparare gustose macedonie da mangiare come spuntino.

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Verdura di aprile
È il tempo di comprare asparagi e carciofi, perfetti per depurare e drenare; gli asparagi in particolare sono ricchi di fibre, calcio, fosforo, potassio e magnesio, ma hanno anche un elevato contenuto di vitamine A e B6. È anche il momento di fave (ricche di ferro), fagioli, piselli e ravanelli, carote, lattuga. Troverete ancora broccoli e cavolfiori, verze e cavolo nero.

Il consiglio: cercate di consumare questi alimenti crudi per fare in modo da poter assimilare meglio le vitamine, i sali minerali e le sostanze ossidanti che molti di questi cibi contengono.

Pancia piatta: come ridurre il girovita e sentirsi più leggeri

Pancia piatta e tonica: è il sogno di molte donne che vorrebbero dire addio ai chili di più e sfoggiare un girovita perfetto. Il segreto per avere una linea invidiabile? Sana alimentazione, giusta attività fisica e alcuni consigli da seguire.

Pancia subito più piatta con l’alimentazione giusta
In generale, ci sono degli alimenti che non ci aiutano nel raggiungimento del nostro obiettivo: sono i cibi che contengono zuccheri a rapido assorbimento e carboidrati raffinati (a base di farina bianca). Gli alimenti ricchi di zucchero, infatti, fanno aumentare la glicemia che può portare a un accumulo di grasso soprattuto nella zona addominale. Da limitare, quindi, tutti i dolci, le bibite zuccherine e alcoliche, vere nemiche giurate della nostra linea.

La soluzione ideale: una dieta personalizzata alla genetica
Questo fattore “ambientale”, legato al nostro stile di vita e alle nostre scelte alimentari sbagliate, è amplificato dalla predisposizione genetica ossia, dalla variante rossa per il gene PPAR gamma-2 (gene presente nell’area del metabolismo degli zuccheri): una ridotta sensibilità all’insulina predispone all’accumulo di grasso addominale. Scoprire questa variante del gene e trovare l’alimentazione giusta per noi è possibile con la dieta genetica DNASlim tarata sulle nostre caratteristiche e capace di combattere in modo mirato l’eccesso di peso determinato da abitudini alimentari sbagliate e, al contempo, da una nostra predisposizione genetica.

Pancia gonfia: e se fosse colpa del lattosio?
A volte possiamo raggiunger l’obiettivo pancia piatta correggendo alcune abitudini: per esempio, mangiando molto lentamente perché divorando il cibo in fretta si rischia di ingerire molta aria, oppure rinunciando a una bibita gassata. Infine, tra le cause principali del gonfiore addominale c’è l’intolleranza al lattosio, condizione determinata da malassorbimento del lattosio (uno zucchero contenuto nel latte) dovuto all’assenza dell’enzima lattasi: in Italia il 60% della popolazione è intollerante al latte (ma solo il 25% di essi sospetta effettivamente di esserlo). Se vuoi scoprire se sei intollerante al lattosio, la soluzione giusta per te è la dieta genetica DNASlim + Lattosio. Il test è semplice: basta un prelievo di saliva e, con l’analisi genetica, trovi l’alimentazione giusta per te.

Ricette/ Insalata di Indivia belga, mele e noci

Per chi ha poco tempo e non ha voglia di cucinare ecco un’insalata gustosa.

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Ricetta
Lavate e asciugate due cespi di insalata bega e tagliatela a pezzi. Sbucciate due mele e tagliatele a cubetti, dopo mescolatele all’insalata e arricchite con 50 grammi di gherigli di noci. Condite l’insalata con olio extra vergine e sale. Il tocco goloso? 100 grammi di provolone dolce da tagliare a fettine sottili o a cubetti.

Perché ci piace l’indivia belga con mele e noci
Le noci sono un serbatoio naturale di L-arginina, utilizzata per produrre ossido nitrico: riduce la rigidità dei vasi sanguigni, aumenta il flusso di sangue e migliora la funzionalità dei vasi.

Diete a confronto/ La Dieta Pritikin e la dieta genetica

La dieta Pritikin tende a limitare fortemente l’apporto di grassi e a privilegiare i carboidrati. Deve il nome al suo fondatore Nathan Pritikin che, per tutta la sua vita, ha dovuto combattere contro l’obesità e il colesterolo: la sua dieta antigrasso (low fat) si basa su una filosofia pro-carboidrato con l’obiettivo di arrivare al naturale peso forma. In realtà il regime è solo un aspetto dell’intero programma di dimagrimento e cambiamento di stile di vita, che va sotto il nome di Pritikin® Program.

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I vantaggi della dieta Pritikin: è pensata per ridurre significativamente il colesterolo LDL e i trigliceridi e alcuni studi dimostrano che molti pazienti hanno raggiunto questo obiettivo. La dieta punta al raggiungimento del peso forma e insiste molto sul necessario cambiamento di stile di vita, al di là del dimagrimento. Inoltre, il modello alimentare di Pritikin dà molta importanza all’esercizio fisico e presta attenzione anche all’educazione alimentare dei bambini con programmi che coinvolgono tutta la famiglia. Infine, ha alcuni punti in comune con la dieta mediterranea che consiglia di moderare l’uso del sale, evitare oli raffinati, margarina, oli vegetali e cibi fritti.

Gli svantaggi: La ripartizione dei macro nutrienti è decisamente sbilanciata verso i i carboidrati (76%), a scapito dei grassi (solo il 4%): il limite forte di questa dieta consiste proprio nel volere escludere completamente i grassi, ritenuti dannosi per l’apparato cardiovascolare. La percentuale di proteine potrebbe essere considerata corretta (20%), ma la fonte quasi esclusivamente vegetale può provocare notevoli carenze alimentari: l’esclusione quasi totale di carni e di proteine di origine animale può provocare un deficit di proteine e un apporto quasi nullo di omega-3 e omega-6 causato dal fatto che anche il pesce è nella “black list”. Il programma alimentare, inoltre, non fornisce indicazioni sulle quantità degli alimenti se non in maniera approssimativa e non è tarato sui reali bisogni energetici del soggetto. 

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Il parere del nutrizionista: Si tratta di un regime alimentare troppo squilibrato. La carenza di proteine di origine animale alla lunga produce danni all’apparato muscolo-scheletrico, riducendo la quantità di massa muscolare e favorendo l’osteoporosi. Un ulteriore pericolo è rappresentato dal fatto che questa dieta può portare a mancanza di ferro e vitamine del gruppo B (B12 cobalamina) che può provocare elevati livelli di omocisteina, fattore di rischio per malattie trombotiche in grado  di determinare un aumento dell’incidenza di malattie cardiovascolari. Infine, eliminare quasi totalmente i grassi può provocare un ridotto assorbimento delle vitamine liposolubili (A,D,E,K) causando stati di ipovitaminosi. Per tutte queste ragioni appare chiaro che non si tratta di un modello dietetico salutare, anche se a prima vista potrebbe sembrarlo. Il consiglio è di diffidare di regimi dietetici troppo squilibrati, ossia che demonizzano una o più classi di alimenti, perché in natura ogni alimento ha un principio nutritivo indispensabile per il nostro organismo. 

Come preparare tisane dimagranti e sgonfianti in 5 minuti

Tisane: un’ottima abitudine che fa bene al nostro corpo e alla nostra psiche.

Tisane: miscele di benessere per sentirsi subito più in forma
Ce n’è una per ogni necessità: depurare, disintossicare, sgonfiare l’addome o combattere la cellulite.
Se poi si utilizzano ricette specifiche preparate dall’erborista, le tisane possono diventare utili per la bellezza, supportando diete, attività fisica e trattamenti specifici. Altro che rimedi blandi: le tisane sono preparati fondamentali della fitoterapia e contengono oli essenziali, alcaloidi, vitamine, minerali e oligoelementi. Come si prepara l’infuso? Una volta che l’acqua bolle, spegnere il fuoco, aggiungere un cucchiaio di miscela per ogni tazza (meglio se usando un cucchiaio di legno) e lasciare in infusione per 5 minuti ( fino a 15 a seconda dell’intensità con cui vogliamo gustare la tisana ).

Il consiglio della nutrizionista: Per vedere gli effetti, bisogna consumare almeno 3 tazze di tisana al giorno, per tre mesi. E poi berle senza zucchero o, se non si può fare a meno di dolcificarle, usare il miele o lo zucchero di canna grezzo.

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Una tisana per ogni necessità

Tisana anticellulite e snellente: è una miscela di fucus, ribes, spirea, vite rossa, finocchio, frangula e menta. Il fucus contibuisce ad attivare il metabolismo, mentre la vite rossa riattiva il micro-circolo, aiuta il drenaggio dei liquidi in eccesso e lo smaltimento dei grassi.

Tisana anti pancia: mix di malva, angelica, semi di finocchio, melissa e achillea. La malva ha una funzione antinfiammatoria, mentre il finocchio aiuta la digestione, previene la formazione di gas addominali e contrasta le coliti da stress.

Tisana depurativa: ottima nei cambi stagione, la tisana detox aiuta a eliminare tossine e impurità e permette di recuperare energie e luminosità; è una miscela di tarassaco, bardana, cicoria, calendula, rosmarino - il vero e proprio elemento tonificante - e anice stellato.

Tisana antiossidante per la bellezza della pelle: se si vuole ridare luce alla pelle, prevenire le rughe ed eliminare le impurità, può essere d’aiuto questa tisana con enotera, borragine e bardana: è depurativa per il fegato e quindi anti-acne, ed è anche ricca di vitamina E. Se poi si aggiunge un po’ di camomilla, si trasforma in un impacco contro borse e occhiaie.

Tisana per sgonfiare le gambe: miscelate la centella con il mirtillo e il sorbo (ottimo perché agisce a livello linfatico e venoso): è specifica per la circolazione degli arti inferiori.

Tisana drenante: se si vogliono eliminare liquidi in eccesso, sgonfiare la pancia e attenuare borse e occhiaie, preparate una miscela di equiseto, betulla, fico d’india, uva orsina, ortica e finocchio; aiuta a drenare i liquidi a livello cellulare e a sentirsi più leggeri.

Tisana rilassante: la ricetta della tisana rilassante è una miscela (con dosi in ordine decrescente) di melissa, tiglio (combatte la tachicardia), fiori d’arancio e petali di papavero. La melissa rilassa la muscolatura anche a livello addominale; il papavero, invece, i riequilibra i cicli di sonno e veglia.

Attenzione! Questi esempi intendono aiutare il lettore nella rapida identificazione di rimedi naturali nel trattamento di sintomi e disturbi di varia natura. Si raccomanda vivamente di non fare “autodiagnosi”: confrontatevi sempre con il medico curante per assicurarvi l’assenza di controindicazioni o interazioni farmacologiche.

Vuoi scoprire qual è l’alimentazione giusta per combattere il gonfiore e dimagrire meglio? Chiedi ai nutrizionisti di DNASlim per g&life Science che ti aiuteranno a scegliere il regime alimentare corretto tramite l’analisi genetica dei geni del metabolismo dei grassi e degli zuccheri incrociata con i dati sul tuo stato di salute. Perdi peso con una dieta pensata soltanto per te! Leggi le testimonianze di chi è dimagrito con successo.

Ricette/ Risotto allo Zafferano

Un piatto classico, facile da preparare, ottimo sia a pranzo sia a cena. Ecco come preparare il risotto allo zafferano.

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Ricetta
Scaldate 1 litro di brodo vegetale. In una pentola da minestra mettete 2 cucchiaini di olio e tritate finemente uno scalogno. Accendete il fuoco e fate rosolare lo scalogno a fiamma media. Quando si sarà ben dorato, aggiungete un cucchiaio di brodo e proseguire la cottura per 5 minuti circa. Aggiungete altro brodo vegetale, se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo. Trascorso il tempo indicato, alzate la fiamma, fate asciugare il fondo di cottura, unite 160 grammi di riso e fatelo tostare per un paio di minuti. Aggiungete 4-5 mestoli di brodo bollente e impostate il timer secondo i minuti di cottura del tipo di riso che si sta usando (solitamente 15-18 minuti). Continuate unendo il brodo man mano che viene assorbito, mescolando di tanto in tanto, senza lasciare che il composto si asciughi troppo, altrimenti cuocerebbe male e in modo discontinuo. A metà cottura aggiungete 1 bustina di zafferano stemperato in un cucchiaio di brodo. Trascorso il termine di cottura del riso, mantecate con 20 grammi di Parmigiano, regolate di sale, spegnete il fuoco e servite.

Perché ci piace il Risotto allo Zafferano
Sulle nostre tavole è utilizzato come aroma o colorante, ma in realtà lo zafferano nasconde numerose altre doti: contrasta l’invecchiamento della pelle, favorisce la digestione e abbassa la pressione. Un vero e proprio elisir di lunga vita!

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Diete a confronto/ La dieta dell’astronauta e la dieta genetica

Dieta dell’astronauta: si tratta di una variante della dieta Atkins; da questa differisce per una diminuzione dei grassi (nella dieta Atkins sono circa il 62%) e un aumento dei carboidrati (nella Atkins sono il 14%). Tuttavia, i carboidrati risultano fortemente penalizzati e, in termini pratici, ciò corrisponde all’eliminazione pressoché completa di pane, pasta e cereali in genere. La dieta dell’astronauta prende il nome dalle similitudini con ciò che è prescritto ai piloti affinché perdano peso in poco tempo (ma, in realtà, è molto lontana dalle raccomandazioni che vengono loro fornite); apporta pochissime calorie e, per questa ragione, a chi la segue è consigliato di integrare l’alimentazione con vitamine e minerali. Questo regime è iperproteico e iperlipidico: la ripartizione è all’incirca 25% di proteine, 30% di carboidrati e 45% di lipidi. L’alta percentuale di grassi si traduce in un consumo abbastanza libero di formaggi, carni rosse e condimenti.

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I vantaggi della dieta dell’astronauta: Nonostante le percentuali rigorose, questa dieta permette una certa flessibilità nella composizione dei pasti.

Gli svantaggi: C’è una ripartizione errata dei macro nutrienti in favore dei grassi (45%). Inoltre, la dieta dell’astronauta esclude molti alimenti importanti come la frutta e i cereali, oltre a vietare pane e pasta. Il messaggio che trasmette è fuorviante: come gli altri regimi alimentari iperproteici demonizza gli zuccheri; anche per questo motivo mal si concilia con una sana attività fisica, soprattutto se di intensità elevata, che non viene menzionata nelle indicazioni generali. In definitiva, si tratta di un programma alimentare molto sbilanciato e difficilmente sostenibile nel lungo periodo.

Perché preferire la dieta genetica: a differenza della dieta dell’astronauta, il regime alimentare della dieta genetica DNASlim prevede un’alimentazione varia, bilanciata e ricca di tutti i principi nutritivi. Oltre alla varietà, il suo punto forte è la personalizzazione: la dieta genetica è tarata sulle caratteristiche individuali di ognuno di noi.

Il parere del nutrizionista: si tratta di un vero e proprio “attentato” al sistema cardiovascolare a cause dell’alto contenuto di grassi saturi; quasi nullo, invece, quello relativo a tutti gli alimenti che notoriamente aiutano a ridurre e a prevenire problemi di ipercolesterolemia (per esempio, cereali, frutta e legumi). Il risultato? La dieta dell’astronauta potrebbe enfatizzare ulteriormente problematiche di carattere cardiovascolare, aumentando la suscettibilità del soggetto a peggioramenti e altre patologie inerenti; infine ha un apporto calorico complessivo troppo basso per ritenerla valida.

Diete genetiche e malattie: predisposizione non diagnosi

In molti pensano che attraverso l’analisi genetica, finalizzata alla redazione di una dieta personalizzata, sia possibile individuare e guarire eventuali malattie. Non è così. 

Facciamo chiarezza
Esistono infatti diversi tipi di test genetici, quelli utilizzati da dietagenetica sono ti tipo predittivo, il DNA per noi non è destino anzi, grazie a questo tipo di test siamo noi stessi attraverso le nostre scelte alimentari a poter influire sul nostro benessere. 

I geni che analizziamo sono delle specie di interruttori che noi possiamo accendere o spegnere in funzione delle nostre scelte. 

È vero che esistono test genetici, detti diagnostici, per determinare malattie di origine genetica, ma sono specifici e vengono solitamente prescritti da medici specialisti a seconda della patologia che si cerca di individuare (come ad esempio nel caso di sospetta celicachia o di malattie genetiche ereditarie).

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Il test del DNA, che avviene su un campione di saliva, individua una predisposizione a un’eventuale carenza di attività di alcuni geni rispetto alla normalità, che sulla base delle ricerche attuali, si ritiene sia correlata allo sviluppo di eventuali patologie come, per esempio, il diabete di tipo 2 (metabolismo dell’area degli zuccheri).

Il test non fornisce né diagnosi né cure ma è soltanto uno strumento di prevenzione: tornando al nostro esempio, con opportuni accorgimenti nella dieta si ridurrà la condizione di sensibilità o insulino resistenza che può condurre eventualmente al diabete di tipo 2.

In definitiva, con DNASlim è individuata una particolare predisposizione a una patologia e viene fornito un regime alimentare che tiene conto di questa particolare sensibilità. Nel caso specifico del diabete di tipo 2, permette di tenere sotto controllo la glicemia in funzione di una variante non ottimale del gene interessato.

Una volta ottenute queste informazioni, il genetista medico le valuta insieme ai dati inseriti nel questionario (peso, altezza, attività fisica, presenza di patologie e/o stile di vita, valori ematici di glicemia, trigliceridi e colesterolo). Il medico associa tutte queste informazioni con il profilo genetico in modo da dare indicazioni al nutrizionista per la redazione della dieta genetica. Il professionista della nutrizione che segue, supporta e consiglia il cliente in ogni fase della dieta, valuta e identifica le effettive necessità nutrizionali. Su queste basi è elaborato un programma alimentare personalizzato.

Primavera, tempo di remise en forme: obiettivo detox e rigenerazione

Primavera, tempo di remise en forme. Come la natura, anche il nostro corpo ha bisogno di risvegliarsi e rigenerarsi con nuove e sane abitudini per sentirci in forma.

Lo scopo è depurarsi dalle tossine accumulate in inverno e ritrovare la giusta energia per affrontare il cambio di stagione e contrastare il cosiddetto “mal di primavera”; a soffrirne sono circa due milioni di italiani, le donne più degli uomini: si manifesta con stanchezza, irritabilità, irascibilità, ansia e scarsa concentrazione. La soluzione? Attività fisica, alimentazione bilanciata e dieta detox.

Come affrontare la primavera con sette regole d’oro

  1. Riducete il consumo di alcool e caffè
  2. Scegliete la frutta per merenda: privilegiate pompelmo, ananas e avocado
  3. Verdura: tanta e fresca. Tutte le verdure primaverili sono ottimi depurativi: carciofi, rucola, asparagi, ravanelli e spinaci
  4. Preferite i legumi: danno la giusta energia
  5. Limitate i condimenti classici e puntate sulle alternative come spezie ed erbe aromatiche. Le spezie favoriscono il drenaggio, la tonicità e la depurazione corporea. Tra le spezie ad azione drenante troviamo l’erba cipollina, il finocchio selvatico, il karkade e il sedano
  6. Fate attività fisica: così eliminate le tossine e bruciate tante calorie
  7. Bevete una tisana durante la giornata: le tisane sono preparati fondamentali della fitoterapia e contengono oli essenziali, alcaloidi, vitamine, minerali e oligoelementi. Per questo motivo possono diventare utili per la bellezza, supportando diete, attività fisica e trattamenti specifici. Fatevi consigliare dall’erborista.

I consigli del nutrizionista: in primavera sono perfette le centrifughe, ricche di vitamine antiossidanti, sali minerali e principi nutritivi energetici ma non calorici per il nostro organismo. Decisamente un’ottima alternativa rispetto agli integratori in pillole.

Per smaltire tossine e sentirsi più leggeri, è importante seguire una dieta bilanciata, completa e tarata sulle nostre esigenze individuali: un regime alimentare personalizzato alla genetica è la soluzione migliore per perdere peso, smaltire tossine e sentirsi a lungo più leggeri. DNASlim è la dieta genetica che combina l’analisi di 12 geni del metabolismo dei grassi e degli zuccheri con lo stato di salute (età, peso, glicemia, colesterolo, stile di vita, forma fisica) per un programma di dimagrimento di successo. Vuoi sapere come funziona? Contatta i nutrizionisti di g&life Science: il primo consulto è gratuito!

Fare sport per dimagrire: come scegliere la giusta attività fisica

Praticare sport fa bene alla salute e all’umore, ma spesso non ci permette di togliere i chili in più. E spesso non abbiamo nemmeno il tempo di praticarlo, creando un circolo vizioso di insoddisfazione. Come mai?

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Dimagrire con lo sport? Non è scontato
Il dimagrimento non è una conseguenza scontata del praticare sport. Se faccio sport ma il mio carico calorico quotidiano è molto sopra le mie necessità energetiche, può succedere che il dispendio di energia conseguente all’attività fisica non intacchi le scorte di grassi e carboidrati e quindi, alla fine, non si traduca in una perdita di massa grassa. Al contrario, una dieta ipocalorica non associata ad attività fisica provoca in genere una perdita di acqua e massa magra, causando la diminuzione dei livelli di HDL (il cosiddetto colesterolo buono) e la riduzione del metabolismo basale. Gli effetti negativi si annullano quando a una riduzione dell’apporto calorico giornaliero si accompagna un’attività fisica adeguata. La soluzione giusta per perdere peso, quindi, è una dieta equilibrata supportata dalla giusta attività fisica.

Attenzione: Quando iniziamo un’attività fisica durante la dieta è normale che per un breve periodo non si riscontri un calo del peso o che persino stando alla bilancia ci sembri di ingrassare. Questo perché stiamo “trasformando” la massa grassa in massa muscolare e il corpo si sta adattando al nuovo stile di vita. Quando siamo a dieta non guardiamo la bilancia, confrontiamoci piuttosto con la taglia dei pantaloni! Altrimenti rischiamo di non ci accorgiamo degli effettivi miglioramenti ottenuti e rischiamo di scoraggiarci pur avendo invece avuto proprio i primi input di dimagrimento dal nostro corpo.

DNASlim + Sport: dimagrisci con lo sport adatto a te
Come faccio a trovare l’alimentazione giusta e l’attività fisica adatta al mio fisico? La soluzione si chiama DNASlim + Sport: l’analisi dei geni del metabolismo dei grassi e degli zuccheri si combina con l’analisi del gene (ACE) che individua una predisposizione all’attività fisica aerobica o anaerobica. In questo modo, con l’aiuto dell’esperto della nutrizione abbiamo la dieta adatta alle nostre necessità nutrizionali e, allo stesso tempo, otteniamo l’indicazione dello sport che fa per noi.

I cibi stagionali: marzo

L’inverno sta per finire, finalmente! Cominciamo a sentire anche sulle nostre tavole gli odori della primavera che sta arrivando… ecco quali sono i cibi stagionali da inserire nel nostro menu: ricordiamo che nutrirsi con i cibi stagionali ha molti vantaggi sia dal punto di vista economico per la loro reperibilità, sia perché il prodotto stagionale è più genuino in quanto racchiude il massimo delle proprietà energetiche e nutritive.

Verdura di marzo
Cipollotti, carciofi, catalogna, crescione, finocchio, indivia, lattuga, porro, radicchio rosso, rapa, ravanello, scorzonera e scorzobianca, tarassaco e valeriana sono le verdure del mese di marzo. Sui banconi, però, troverete ancora verze e cardi. Marzo è il mese giusto per cominciare a depurarvi: scegliete il porro e il tarassaco, da gustare fresco in insalata o in tisana.

Frutta di marzo
Gustatevi le ultime spremute di arancia: sono ottime per affrontare al meglio la primavera e fare il pieno di vitamina C. Nel frattempo, arrivano i kiwi, il cedro, la mela, la pera e la banana: approfittatane per frullati e centrifughe.

Cercate di consumare questi alimenti crudi per fare in modo da poter assimilare meglio le vitamine, i sali minerali e le sostanze ossidanti che molti di questi cibi contengono.